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Chardonnay: Il re bianco della Borgogna diffuso in tutto il mondo

Nel 2018 L’OIV (Organizzazione Internazionale della Vigna e del Vino) posiziona lo Chardonnay al terzo posto tra i vitigni a bacca bianca più coltivati a livello mondiale. I 210 mila ettari coltivati sono sparsi in tutto il panorama vitivinicolo, Dagli Stati Uniti alla Germania, sino ad arrivare alla Nuova Zelanda. A differenza di tanti altri vitigni, lo Chardonnay non ha praticamente alcun sinonimo nelle diverse zone di produzione.  Per saperne di più

Questa popolarità è dovuta alla sua ineguagliabile duttilità e affidabilità, che ha permesso a migliaia di viticoltori in tutto il mondo, di produrre vini di buona coltivata in coltivazioni ad alta resa per ettaro, ma soprattutto vini di eccezionale levatura a basse rese per ettaro.

Storia e origine dello Chardonnay

Lo Chardonnay è uno dei vitigni più popolari e coltivati al mondo. La varietà è nata da un incrocio tra il Gouais Blanc, robusto vitigno di origini slave, ma quasi estinto in tutto il mondo, e il Pinot Nero. Come la maggior parte dei vitigni antichi, è probabilmente originario del Vicino Oriente, più precisamente all’antica città di Gerusalemme. Difatti il nome deriverebbe dall’ebraico Shahar Adonay (Porta di Dio). Arrivato in Francia, probabilmente con le crociate di ritorno dal Medio Oriente, ha trovato in Borgogna la sua naturale zona d’elezione, dove i monaci cistercensi dell’abbazia di Pontigny, lo impiantarono, promuovendone successivamente la diffusione.

La grande diffusione dello Chardonnay è dovuta anche alla vigoria elevata di questo vitigno che gli consente, se ricercate, di dare rese abbondanti ma soprattutto costanti. Quest’ uvaggio si esprime al meglio su terreni profondi, ben drenati e argilloso-calcarei. In generale lo Chardonnay ha una buona resistenza invernale e non è particolarmente sensibile alle malattie, ma predilige ambienti freschi e ventilati a causa della buccia sottile, che lo rendono sensibile ai marciumi. La maturazione è piuttosto tardiva in autunno, ma a causa del germogliamento precoce, è suscettibile alle gelate tardive. 

Lo Chardonnay al calice

Delineare le caratteristiche di un vitigno come lo Chardonnay risulta complicato Data la sua enorme diffusione, le caratteristiche pedoclimatiche dei diversi areali di produzione fanno si che le influenze esogene siano determinanti nel prodotto finale. In linea di massima questo vitigno da origine a vini dal colore giallo paglierino scarico nel caso di affinamento in acciaio, sino all’oro intenso nel caso di affinamento in legno. Il bouquet aromatico verte verso note di frutta bianca alle alte latitudini, mentre spiccano i sentori di frutta tropicale nelle zone più calde. L’affinamento in legno invece, arricchisce il naso di note di frutta secca e vaniglia.

Al palato invece risulta risaltano la freschezza e la sapidità, offrendo sensazioni più armoniche con i lunghi affinamenti.

Le zone d’elezione

L’area vitivinicola più prestigiosa per la produzione di questa varietà, è senza ombra di dubbio la Borgogna. I blasonati cru di Montrachet e Meursault, hanno porto gli Chardonnay della Côte de Beaune nell’olimpo del mondo del vino. Qui questo vitigno da origine a vini avvolgenti ed eleganti. spostandoci invece nella zona settentrionale della Borgogna, troviamo lo Chablis, dove i climi freddi e i terreni calcarei esaltano la mineralità e la freschezza dello Chardonnay. 

Quando si parla di Chardonnay è impossibile non citare lo Champagne. Qui questa varietà viene utilizzate per produrre i più eleganti spumanti del mondo.

 Anche in Italia la duttilità dello Chardonnay ha fatto sì che questa varietà prendesse piede in diverse zone di produzione.

Vini fermi a base Chardonnay sono molto diffusi nel nord Italia, dalla Val D’Aosta al Friuli passando per il Veneto. In tutta la fascia subalpina troviamo eleganti espressioni di questo vitigno. Ma dobbiamo scendere fino in Sicilia, per trovare la più ampia estensione di ettari vitati a Chardonnay. Se a nord troviamo Chardonnay che si contraddistinguono per delicatezza, freschezza e sapidità, in Sicilia questa varietà dà origine a vini più complessi e opulenti. Qui questo vitigno viene sia vinificato in purezza che in assemblaggio con i più importanti autoctoni siciliani, come il Grillo e l’Inzolia.

Come nello Champagne, anche nel Bel Paese lo Chardonnay è alla base dei più importanti metodi classici. In Lombardia, viene utilizzato insieme al Pinot Bianco e al Pinot Nero per la produzione dei pregiati Franciacorta DOCG. Nella storica denominazione Alta Langa DOCG, in Piemonte, viene assemblato esclusivamente con il Pinot Nero. Qui alla sapidità e freschezza della Franciacorta si contrappongono dei sentori molto strutturati che ricordano Il lievito, la crosta di pane e la vaniglia.

Chardonnay a tavola

Le versioni più fresche di Chardonnay, grazie all’importante componente acida e sapida che si possono riscontrare sono ottime in abbinamento a piatti a base di pesce, dal salmone alle fritture, sino ad arrivare ai crostacei. Mentre, nelle zone in cui lo Chardonnay spicca per complessità e rotondità, è possibile accompagnarlo con piatti di terra come le tagliatelle ai funghi porcini o una pasta alla carbonara.


Travino FAQ - le domande più frequenti sullo Chardonnay


Dove è coltivato lo Chardonnay?

I 210 mila ettari coltivati sono sparsi in tutto il panorama vitivinicolo, Dagli Stati Uniti alla Germania, sino ad arrivare alla Nuova Zelanda.

Cosa ritroviamo in un calice di Chardonnay? 

Questo vitigno da origine a vini dal colore giallo paglierino scarico nel caso di affinamento in acciaio, sino all’oro intenso nel caso di affinamento in legno. Il bouquet aromatico verte verso note di frutta bianca alle alte latitudini, mentre spiccano i sentori di frutta tropicale nelle zone più calde.

Che tipologie di vino si producono con lo Chardonnay?

Con lo Chardonnay possono essere prodotti sia importanti vini fermi, sia eleganti e freschi spumanti.

In Italia dove possiamo trovare questo vitigno?

Lo Chardonnay, essendo tra i più importanti e diffusi vitigni internazionali, lo possiamo ritrovare in tutte le regioni del nostro paese. Viene però, principalmente coltivato in FriuliVeneto, Val D’Aosta e Sicilia per la produzione di vini fermi, e in Lombardia Piemonte per la produzione di vini spumanti.

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