Produrre Nebbiolo non è il punto. Il punto è farlo in un modo che racconta una storia, un’identità, un paesaggio unico. Nino Negri è la voce più autorevole del Nebbiolo valtellinese, una cantina che da oltre un secolo coltiva con passione e determinazione una viticoltura che in molti definiscono eroica, ma che per chi vive queste terre è semplicemente quotidianità.
Immersa nei ripidi terrazzamenti sorretti da muri a secco, la vite qui cresce tra la roccia e il cielo, sospesa su pendenze vertiginose che escludono ogni meccanizzazione. In questo contesto estremo, ogni bottiglia racchiude il valore del lavoro umano, la forza della tradizione e la voce inconfondibile della Valtellina. Un Nebbiolo che non cerca paragoni, perché parla una lingua diversa, scolpita nella pietra e levigata dal tempo.
La cantina ha sede a Chiuro, in un palazzo del Quattrocento che un tempo appartenne al governatore della Valtellina, Stefano Quadrio. Nei suoi quattro piani sotterranei si conservano le bottaie dove il tempo affina ogni vino, e ogni sorso racconta una parte di una lunga storia, iniziata ufficialmente nel 1897 con Nino Negri, e portata avanti da generazioni di uomini visionari.
Dagli anni Cinquanta a oggi, la crescita dell’azienda ha seguito una sola rotta: qualità assoluta e rispetto del territorio. Oggi, guidata dall’enologo Danilo Drocco, la cantina continua a essere un faro per la viticoltura valtellinese, mantenendo vivo il legame tra passato e futuro. Perché ogni bottiglia firmata Nino Negri è molto più di un vino: è un atto d’amore per la montagna, la sua gente e la sua identità.
















